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Resilienza – Racconto di Cristina Tonelli

Resilienza - Racconto di Cristina Tonelli

Come le onde del mare che incontrano e abbracciano costantemente la spiaggia, così anche le mode, gli eventi, i neologismi e le abitudini mutano si modificano giungendo alla ribalta per più o meno tempo.
Ora pare sia la volta del concetto di “resilienza”, molto in voga e proposto spesso in vari e differenti contesti e situazioni.
A dir la verità penso che di tale capacità se ne faccia già un largo utilizzo ogni giorno anche senza coscienza o senza poter dare un nome a tale fenomeno.
Il termine resilienza deriva dal latino “resalio” (risalgo) e si può ritrovare applicato a diversi campi specialistici: in quello della metallurgia ad esempio, in cui indica la capacità di un corpo di resistere alle forze d’urto. Questo ci fa dunque riflettere su quanto la nostra persona possa apparire come un essere plasmabile, forte, resistente, caparbio nella tempesta.
Tutti abbiamo difficoltà eterogenee nella vita: di ogni genere, tipo e quantità.
Ne abbiamo sentore in maniera differente poiché ognuno le esterna a proprio modo, o non le manifesta affatto portandosele dietro come un fardello saldato al cuore …ma i guai, come gli anni, spesso ci sono anche quando fingono di essere di meno.
Negli ultimi tempi forse gli eventi negativi, le brutte notizie, la bruttura della vita sono stati amplificati in maniera abnorme per via dei social e della tecnologia e ciò ha fatto si che le loro dimensioni possano apparire davvero di elevata misura e quantità.
Di riflesso, ciò ci obbliga a sviluppare un talento, un senso, una capacità che forse prima era latente o non così allenato, poiché oggi la vita ci si riempie di guai, angoscia e problemi ai quali occorre trovare una soluzione o quantomeno tentare di circumnavigarli con cuore e cervello.
Il dolore plasma noi stessi, obbligandoci a generare corazze protettive e sviluppare una sensibilità maggiore rispetto a chi fortunatamente non è avvezzo a difficoltà o rispetto a uno stato di benessere vissuto in precedenza.
Dicono che la resilienza non sia da confondere con la forza di volontà, ma a me paiono comunque tutti membri di una medesima famiglia, in cui ogni parte, ogni organo, ogni fibra debba aiutarsi per risollevarsi e addirittura trasformare ciò che è negativo in positività per non affondare e ripiegarsi perdenti su se stessi.
Forse la resilienza è una caratteristica insita nell’essere umano, ciò che utilizziamo nei momenti bui e disperati, nelle difficoltà quando neppure siamo coscienti di avere tale potere e tale forza d’animo.
È l’attaccamento alla vita, l’istinto di sopravvivenza, la lotta alla mera mediocrità, oggi tutto sotto il nome Resilienza.

 

Cristina Tonelli

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