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Ho bisogno di riposare – Racconto di Alessandro Baradel

Ho bisogno di riposare - Racconto di Alessandro Baradel

Uppfff…che noia…che stanchezza. Non ho le forze nemmeno per alzare un dito. Sono stanco…tanto stanco. Mi sento tutto intorpidito. E poi, che sonno…ho tanto sonno. Dormirei tutto il tempo, per ore e ore. Non sono mai stato così stanco in tutta la mia vita. Eppure, mi sembra di aver riposato a sufficienza…ciononostante, non riesco ad alzarmi. Mi sembra di essere una mummia, che ridere. Fa niente, rimango qui ancora un po’, si sta così bene… Senti che pace. Che silenzio! A volte, il silenzio è la musica più lieta per l’anima e la pace dei sensi. Che meraviglia!

Chissà se ho messo l’auto nel garage? Magari, se non l’ho fatto, lo chiederò a mamma più tardi, quando avrò le forze per alzarmi. Chissà dove sarà? Mi verrebbe di chiamarla, ma non ne ho voglia, lo farò più dopo…al momento, sono così rilassato e pacifico che non ho neppure fame, ne sete.
Chissà se Chiara a comperato la roba per la scuola? Quest’anno comincia le superiori, sta diventando grande. Dovrò dargli una mano, di tanto in tanto, almeno in matematica. Lei odia la matematica. Ci sarà ancora il professor Bufalino, in teoria. Che ridere. Quanto lo prendevamo in giro! Un professore che insegna matematica con lo stesso cognome di un letterato…anche se non significa niente, un cognome non determina una vocazione, ma era comunque divertente. Chiara, quando glielo raccontavo, mi diceva che faceva ridere solo gli “sciocchi” questa cosa. Ma lei è solo una ragazzina, non ne capisce nulla, trova più interessante spettegolare con le sue “amichette”…
Che sonno, però. Quasi quasi dormirei un altro po’. Si sta troppo bene all’ombra di questo gelso. Vengo qua da quand’ero bambino… Senti che quiete. Che calma. D’estate adoro passare i pomeriggi all’ombra di questo albero. Ci si sente come in Paradiso. Adoro, anche, la tranquillità della campagna. Nei pomeriggi assolati non si sente volare neanche una mosca. Tutto tace. Tutto è silenzioso e immobile. Che bella l’estate! Ma adesso voglio riposare ancora un pochino, prima di alzarmi e andare a combinare qualcosa. Altrimenti, chi la sente mia madre? Mi direbbe che sono uno sfaccendato…

Uhmmm…che ore sono? Quanto ho dormito? Devo essermi appisolato per ore…mi sento più stanco di prima. Mi mancano le forze. Non sono mai stato così indolente come questa estate. Tutta colpa del caldo, credo. Ti priva di tutta l’energia. Anche se al momento, io sto bene così. Anzi, non lo sto soffrendo affatto. Patisco più il freddo. La maggior parte delle persone, invece, almeno questo penso, soffre di più il caldo. Infatti, non si vede anima viva in giro. Neppure gli insetti si degnano di ronzare e dare fastidio agli altri esseri viventi. Solo quel gatto laggiù sembra non farsi tanti problemi. Con tutto quel pelo, poi, chissà come farà? Viene da questa parte. Forse spererà di trovare qualche uccellino appollaiato su questo albero. Però, io non ne vedo. Avranno caldo anche loro, poverini.
Guardalo! Guarda come si avvicina con passo lento e vigile. I gatti sono degli animali straordinari, un po’ troppo fieri di sé stessi, forse, ma comunque straordinari. Penso che tra tutti gli esseri viventi, i gatti siano i più titolati ad essere classificati come aristocratici, anche più dell’essere umano. Sì, ne sono convinto, anche più di noi… Anche in questo caso, pur sapendo di non essere sotto lo sguardo di nessuno, si muove con eleganza e magnificenza. Che regalità! Se dovessi attribuirgli una nazionalità, direi che i gatti sono tutti francesi, e come tutti i parigini…un po’ snob. In ogni frangente, ti danno sempre l’impressione che stiano sfilando in una passerella. Avessero la capacità di scrivere, senza ombra di dubbio sarebbero i più indicati per la stesura di un manuale di stile ed eleganza…
Eccolo che si avvicina. Sembra che non si sia accorto della mia presenza. Meglio così. In questo modo potrò osservarlo con maggiore attenzione nella sua tecnica di caccia, sempre che non mi cali la palpebra. Questo stato di dormi veglia mi sta rendendo sempre più pigro, invece che rinvigorirmi…

Dio santo. Mi sembra di essere stato in letargo…è già il crepuscolo. Il sole sta tramontando, rendendo ancora più dolce e soave questo momento della giornata, il mio preferito. Ma che fine ha fatto il gatto? Forse avrà trovato la sua preda, quegli animali sono dei predatori infallibili. Avessi io la loro forza vitale! Non me ne starei qui sdraiato indolente come un bradipo. Ma che ci posso fare se sono così stanco!? Bisogna anche riposare nella vita, mica sempre essere attivi e prolifici…e poi, chi l’ha detto che il lavoro nobilita l’uomo? Se tutti seguissimo questa assurda regola, vivremmo in un mondo senza artisti; nel cui ozio trovano la loro ispirazione. E un mondo senza arte, sarebbe come una tela bianca con impressi solo degli scarabocchi a carboncino. Anzi, non ci sarebbe neppure la tela…ci si limiterebbe ad abbozzare qualche disegno elementate sulle rocce come facevano i primitivi. Ecco! Senza l’arte, saremmo ancora dei cavernicoli…molto operosi come la maggior parte della gente vuole, si intende, ma pur sempre dei cavernicoli! In fin dei conti, non è l’ingegno stesso, che ci ha portati al progresso, una forma d’arte! Dio benedica tutti gli artisti…

Ma, aspetta un attimo… Ci sono due persone laggiù in fondo. Chi saranno mai? E che cosa ci fanno da queste parti? Saranno due fidanzatini in cerca di un posto tranquillo dove scambiarsi qualche bacio, cari… Vengono in questa direzione. Oddio, speriamo che non mi vedano! Che cavolo sto dicendo? Ovvio che mi vedranno…ma che ci posso fare? Oggi sono troppo pigro per alzarmi. Pazienza, andranno da un altra parte. Un momento…a mano a mano che si avvicinano, mi sembra di scorgere qualcosa di familiare in loro. Li conosco! Massì, sono Luca e Francesca! Il mio migliore amico e la mia ragazza…ma come facevano a sapere che ero qua? Forse glielo avrà detto mia mamma! Bé, è una bella sorpresa. Però, c’è qualcosa di strano…mi sembrano un po’ troppo vicini. Perché mai Luca tiene la mia ragazza così, in quel modo? Non mi va che gli tenga il braccio sulle spalle. E poi, perché non mi fanno segno che stanno arrivando? Certo, che scemo, prima dovrei fargli segno che mi trovo qua, all’ombra del gelso, ma non ne ho voglia. Sono troppo stanco e ho i muscoli tutti indolenziti. Quando saranno più vicini, mi vedranno. Comunque, quel loro atteggiamento non mi piace. Appena mi raggiungono gliene dico quattro… Aspetta un attimo! E se invece stanno passeggiando da queste parti senza sapere che mi trovo anch’io qui? No! Non posso credere a una cosa simile! Possibile che mi stiano facendo una cosa del genere! Vuoi vedere che si stanno frequentando a mia insaputa? Maledetti! Se così è, non gliela farò passare liscia. Aspetto che siano più vicini e gliela faccio vedere io a quei due… Guardali, a braccetto! E lei piange pure… si vede che non sa in che modo dirmi che non mi ama più. Non me lo sarei mai aspettato da lei…che schifo! Che maledetti traditori, tutti e due… guardali, sono talmente presi che non si sono ancora accorti che sono qua! Sono oramai vicini e non si sono accorti di nulla. Ma cosè? Si tratta di uno scherzo o che cosa!?

Non riesco a capire se fanno finta di niente a posta, dall’imbarazzo, o mi stanno prendendo in giro… Francesca tiene pure un mazzetto di fiori in mano. Certo! Una grande romanticheria di lui, non è vero? Brutti figli di… Hei…hei! Sto dicendo a voi!! Hei… ma perché non mi parlate? Perché fate finta di nulla? Vi vergognate a guardarmi in faccia, non è vero? è così, lo so…bravi, complimenti. Siete proprio delle mer… E ora che fai Francesca, lanci i fiori ai miei piedi!? Ma come ti permetti? Dovresti solo vergognarti…farmi una cosa simile! Continua, continua pure ad ignorarmi…ho capito il messaggio: è il tuo modo per lasciarmi. Brava. Non hai neanche il coraggio di rivolgermi la parola, ti limiti a parlare sottovoce con lui in modo che io non ti senta. Mi verrebbe di alzarmi in piedi e di prendervi a ceffoni entrambi… Ora che fai? Ti appoggi sulle sue spalle a piangere!? Ti vergogni è…e ora dove andate? Andate via così, senza dirmi una parola? Vigliacchi! Maledetti! Se solo avessi la forza di alzarmi… Ma sono troppo stanco. Sono senza forze. Non riesco a muovermi. Perché non riesco a muovermi? Forse, è la debolezza. Forse, ho solo bisogno di riposare un altro po’. Forse, sarà questa quiete che mi induce ad una così pesante sonnolenza…

 

Alessandro Baradel

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