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Gli italiani e la ricetta perfetta – Racconto di Maria Patrizia Musolino

Gli italiani e la ricetta perfetta - Racconto di Maria Patrizia Musolino

Ombrellone 22.
“Mamma, maaamma! Tonino ha sfornato gli arancini, posso prendermene uno ?”
“Non si dice sfornato, Tommaso! Gli arancini si friggono mica si infornano ! ( e ridacchia, la “maaamma”, cercando complicità con la vicina di ombrellone, che per sua sfortuna sono io e non ridacchio per niente, non amo le “maaamme” e sono intollerante alle imprecisioni linguistiche ).
“ Allora li ha appena “sfrittati”, ti va bene così ? Maaamma! E ddai! “
“ Non dire sciocchezze Tommaso, “sfrittare” non esiste e oggi poi a pranzo da nonna ci saranno proprio gli arancini, l’ha ripetuto mille volte stamattina, ti ricordi ?”
“Si ma adesso questi sono caldi caldi e poi nonna ci mette pure la mozzarella e a me non mi piacciono con la mozzarella, non mi piaccionoooo!!”
Dagli ombrelloni 11 e 12, in prima fila , si alza una protesta unanime:
“Ma cooome ?! non ti piacciono con la mozzarella ? Noi ci mettiamo anche il prosciutto, l’uovo sodo, gli spinaci … più son ricchi e meglio è!!”, “ e poi nonna si offende se non mangi i suoi arancini, ci starà mettendo tutta la mattina a prepararli!”, e via di questa lagna, tutti contro Tommaso e tutti pro-maaamma.
Dall’ombrellone 24 si eleva autorevole una voce d’uomo: “ La vera differenza la fa la “croccantura”.
Silenzio. Tutti intimiditi, si interrogano sull’oscuro termine.
Tommaso ne approfitta per sfilare dal borsellino di maaamma qualche euro per pagarsi l’arancino appena “sfrittato” da Tonino, alla faccia di tutti. Mi strizza l’occhio perché si accorge che l’ho beccato. Ma io mi sono già innamorata del suo neologismo “sfrittare” e decido, come quasi sempre, di sostenere le minoranze etniche, umane, animali o vegetali che siano.
Quindi, anche per coprire la marachella di Tommaso, mi espongo, calo gli occhiali da sole e chiedo all’unico maschio adulto del consesso :” Mi scusi ma cosa è la “croccantura”?
“ Eh eh, è il segreto del perfetto arancino! È la “panatura”, che deve essere dorata e “croccante”, appunto, e non si deve sfaldare mai, mentre addenti il godurioso sfizio, deve restare aderente al riso ben tostato e deve farti pensare “oddio adesso arriva il
Ragù”, e poi ti perdi nel ripieno denso e saporito “.
Tutti più ammutoliti di prima. Siamo increduli come davanti alla simulazione orgasmica di Meg Ryan nel famoso film di Woody Allen.
Tommaso, che ancora ha in bocca l’ultimo boccone dell’arancino ingurgitato nonostante il divieto, lo applaude e grida “ Proprio come questo
di Tonino”!
Io decido di stare al gioco e azzardo: “Lo sa che in certe aree della Sicilia li chiamano
“Arancine” al femminile ?”
“Ne possiamo parlare… perché non si sposta al 23? È libero! “
Per fortuna arriva mio padre, che il numero 23 lo affitta da 30 anni.
“Papà avrei voglia di arancini per pranzo …, che ne dici ?”
“Certo Patri, come li faccio io non li fa nessuno !!!”, frase perfetta per tutti gli ombrelloni del vicinato . Salvo Tommaso, salvo Tonino e salva io. Grazie papà !

 

Maria Patrizia Musolino

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